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L'ITALIA E LA SUA CLASSE POLITICA

Il nostro Paese sta attraversando un momento difficile, tanto che ormai apertamente si parla di recessione. A confermare questo quadro a tinte fosche sopraggiungono i dati che ci parlano di una crescita ormai attestata su valori negativi, di una competitività del "sistema Italia" e delle aziende italiane in forte calo, di una stagnazione (ormai pluriennale) del nostro export, di una percentuale di risorse - rispetto al PIL - impiegate in ricerca, sviluppo ed innovazione (cioè nell'investimento verso il futuro) tra le più basse d'Europa. Di fronte a queste difficoltà ogni soggetto sociale dovrebbe responsabilmente dare il proprio contributo per individuare eventuali rimedi. I sindacati, confindustria, le varie associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori ecc. denunciano la gravità della situazione e presentano analisi, diagnosi e indicano delle ricette che, a loro modo di vedere, potrebbero contribuire ad invertire la tendenza.
In queste temperie spicca, ancora una volta, l'irresponsabilità della classe politica italiana. Quando affrontano il problema lo fanno di solito sotto forma di "palleggiamento" delle responsabilità ("voi siete al governo quindi siete i responsabili" - "abbiamo ereditato questi problemi dal vostro governo" ecc.). Nessuno si assume le proprie responsabilità, nessuno fa autocritica.
Ma c'è di peggio. Leggendo le pagine politiche dei quotidiani sembra di vivere in un altro Paese, in cui le priorità non sono quelle relative alle difficoltà economiche ma sono piuttosto quelle della costituzione del partito unico dei moderati, della sua futura leadership, oppure quella del balletto delle primarie (prima sì, poi no, adesso forse) o degli equilibri tra le diverse correnti della Margherita.
Mentre i cittadini scontano sulla loro pelle gli effetti della crisi economica, leader, semileader, eserciti di generali, generali senza eserciti, spendono le loro "indubbie doti" in continui braccio di ferro per conquistare quel ministero o quel sottosegretariato in più, oppure si appassionano nel quantificare la quantità di cicoria ingurgitata.
Spesso si sostiene che la classe politica italiana sia distante dai cittadini e dai loro problemi. Credo che mai come in questo caso essa dimostri la sua assoluta autoreferenzialità e, conseguentemente, la sua irresponsabilità.

11-08-2005 Paolo Bertolotti


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