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Una tigre da cavalcare lasciata in eredità

Pochi giorni fa sfogliando le pagine del televideo rai trovammo nella rubrica Atlante un'interessante analisi che poneva in risalto che il continente sudamericano si era con la recente elezione di Vasquez in Uruguay certamente spostato a sinistra (con l'eccezione di Colombia, Peru e Bolivia tutti i paesi sono guidati da leader di sinistra), diventando così la grande speranza dei socialisti nel mondo. Cercare qui le radici di questo risultato è fuori dello scopo di quest'articolo ma è chiaro che vi sono condizioni economico/politiche/sociali che hanno portato allo sdoganamento dei partiti di sinistra e nell'ultimo decennio gli hanno consentito di raggiungere, spesso per la prima volta, il potere nei rispettivi paesi.

Questo cammino iniziò in Cile, ma fu l'elezione di Lula un ex operaio metalmeccanico e sindacalista fondatore del Pt (partido dos Trabalhadores) in Brasile alla fine del 2002 quella che suscitò le più grandi attese. Si ricordi, che il Pt fu il partito che introdusse la democrazia partecipativa a Porto Alegre fin dal lontano 1989, e che il Brasile fin dalla sua democratizzazione avvenuta nel 1984 era stato guidato da presidenti piuttosto moderati appartenenti all'elite politica del paese. L'elezione di Lula portava con se le speranze delle classi meno abbienti urbane e della classe media più istruita. Nella stessa analisi di Atlante appariva però evidente che, riflettendo l'opinione di molti osservatori più o meno distaccati, recentemente Lula era stato spodestato dall'argentino Kirchner dal suo ruolo di campione (e più radicale degli innovatori) in quest'avventura della sinistra sudamericana, vediamone i perché.

1. Nell'analisi gia vista in Spira un vento di novità dal Brasile  fin dall'inizio la presidenza Lula si è caratterizzata, un pò a sorpresa, per un forte pragmatismo negli accordi internazionali. Il governo Lula è accusato a sinistra di esser capitolato nei confronti del gigante statunitense, ad esempio negli accordi dell'ALCA (Area di Libero Scambio delle Americhe) di Miami alla fine del 2003, ed in generale di intrattenere buoni rapporti con Bush. Resta altresì vero che in altre istanze Lula ha assunto posizioni certamente antagoniste a quelle dei cosiddetti paesi ricchi. Ciononostante la sua posizione sul debito da pagare all'FMI (Fondo Monetario Internazionale) è diametralmente opposta a quella di Kirchner. Lula al contrario del suo collega argentino ritiene che il debito vada assolutamente pagato, questo ha reso possibile il 'sorpasso' di Kirchner come leader delle speranze di sinistra radicale nel continente sudamericano. E' bene ricordare che, l'Fmi è considerato da molti in Sudamerica una specie di strozzino che impedisce lo sviluppo delle economie locali. Normalmente i candidati delle sinistre sono i più critici nei riguardi di quest'organizzazione, spesso il non pagamento del debito è parte della loro piattaforma politica.  

2. Il sistema politico brasiliano impedisce rapidi cambiamenti giacché per attuarli si tocca sempre una costituzione che entra nei più piccoli dettagli, quindi è necessaria la maggioranza qualificata in parlamento per approvare leggi che altrove sarebbero considerate ordinarie. Di qui la necessità di fare coalizioni per il PT che è ben lontano anche solo dal detenere la maggioranza semplice nel congresso brasiliano. Vista la naturale ritrosità di questo partito nel fare coalizioni e l'isolamento nel quale i maggiori partiti tradizionali cercano di confinarlo, questo ha reso il passo delle riforme particolarmente lento.

3. Mentre la distribuzione di terra a membri dell'Mst (Movimento Senza Terra) è ancora ad uno iniziale, solo 49000 famiglie hanno ricevuto terra mentre Lula aveva promesso di risistemarne 530000 entro il 2006, da una parte inquieta la classe media e certamente i proprietari terrieri, ma allo stesso tempo visto il ritardo nell'applicazione delle promesso insoddisfa l'Mst che  già è sul piede di guerra. La priorità data al progetto Fome Zero e in particolare il programma di ridistribuzione Bolsa Familia, così come altri investimenti nel sociale  sono senza dubbio i cavalli di battaglia della politica sociale del governo. Il progetto fome zero per sradicare la fame dal paese invece sta dando risultati incoraggianti e riscuote un'indubbio successo popolare. Volendo però essere l'avvocato del diavolo ci poniamo la domanda se, questo che è fondamentalmente un programma di ridistribuzione del reddito (già 5,3 milioni di famiglie sono state toccate dal programma Bolsa Familia dalle enormi ambizioni e saranno 8,7 milioni alla fine del 2005) non sarà un'ulteriore fonte d'inquietudine tra alcuni strati della classe media? La pertinenza di questa domanda è dovuta al parziale insuccesso delle recenti amministrative in cui secondo molti analisti il Pt avrebbe perso voti soprattutto tra le classi medie. Vi è infine il taglio delle pensioni del settore pubblico, un 'classico' serbatoio di voti del partito, che ha causato molta polemica tra i sostenitori, nelle parole di un docente dell'università federale di Porto Alegre è come se volessero 'picchiare gli amici'.

4. Infine le recenti elezioni che hanno visto il Pt perdere le sue due amministrazioni-vetrina Porto Alegre e Sao Paolo, anche se il numero di città conquistate è aumentato da 187 a 411, queste ultime sono principalmente centri minori. Mentre si può argomentare che il voto complessivo del Pt nel paese sia rimasto fondalmentalmente invariato, e che il Pt è adesso il partito che detiene il maggior numero di capitali federali (9 su 26) la sconfitta nelle sue due metropoli-chiave pesa come un macigno. A Sao Paolo il sindaco Marta Suplicy autrice di programmi innovativi nelle miserabili periferie della città, nei trasporti e nelle scuole, pur avendo indici di popolarità superiori a quelli dello stesso Lula, è stata sconfitta da José Serra (il candidato sconfitto da Lula nel 2002).

La sconfitta di Sao Paolo e quella di Porto Alegre, hanno spiegazioni di politica locale, come vedremo più tardi nel caso di Porto Alegre, ma allo stesso tempo nell'opinione di molti costituirebbero un rimprovero al governo Lula. Come abbiamo visto sopra le sue riforme appaiono lente, critiche piovono da sinistra, Mst, pubblico impiego etc. A questo si aggiungono naturalmente le critiche da destra e un'imputazione pubblica per una presunta arroganza del Pt . In un'intervista riportata dalla rivista brasiliana Istoé nel dopo elezioni Lula ha promesso più umiltà e maggior spazio agli alleati le sue parole 'dobbiamo vedere quel che è successo alla classe media', rivelano la preoccupazione maggiore in termini di perdita di consensi.

Cosa è successo in particolare a Porto Alegre? Parlare di questa città è ricostruire la storia della democracia popular specialmente del suo Bilancio Partecipativo  (BP). Il Pt introdusse con molto coraggio questo strumento di democrazia partecipativa che continua ad attirare su Porto Alegre 'L'interesse e lo studio da tre diversi punti di vista: politico, accademico e amministrativo' tanto per usare le parole del collaboratore del sindaco Luciano Brunet, da noi contattato lo scorso mese di marzo. Come abbiamo visto sopra, dopo 15 anni di ininterrotto governo il Pt è stato sconfitto. Vediamo intanto chi è il vincitore. Fogaça è un senatore che con grande ostinazione si opponeva alla giunta militare che ha governato il Brasile dal 1965 al 1984, genericamente parlando si può definire un uomo di sinistra, il suo partito pure il Pps (Partito popolare socialista) è da ritenersi di sinistra moderata. Indubbio è però il fatto che per sconfiggere il Pt a Porto Alegre, Fogaça e i suoi hanno dovuto fare il pieno dei voti dell'elite tradizionalista e conservatrice. Dati questi presupposti sarà difficile attendersi una politica innovativa da parte della nuova giunta. La cosa più interessante è, almeno sulla base delle informazioni disponibili in questo momento, è che Fogaça non si è neppure sognato di mettere in discussione il Bilancio Partecipativo (una vittoria per la democrazia partecipativa in senso lato). Evidentemente questo è un patrimonio molto grande ricevuto in eredità, una tigre da cavalcare diremmo, quando i cittadini si abituano a certe sacrosante libertà è difficile togliergliele.

Al contrario tra le varie ragioni della sconfitta, cioè la parziale delusione per l'operato di Lula, i timori generati da un Pt che in fondo ha già iniziato una ridistribuzione di rendita, un fortemente coalizzato fronte anti-Pt,e altro. Si puo trovarne un'altra a carattere locale molto significativa sulla quale gli stessi dirigenti del Pt portoalegrense dovranno confrontarsi ora che si tratta di costruire una nuova fase. Durante le elezioni municipali di quattro anni vi era il sospetto da parte della base che il candidato poi risultato vincitore Tarso Genro, per inciso uno degli elementi di maggior spicco del partito livello statale e federale , avrebbe lasciato il suo incarico a metà strada per concorrere all'elezioni di governatore per il Rio Grande do Sul. Genro assicurò che non lo avrebbe fatto, solo per poi smentirsi e concorrere (perdendo) per il ruolo di governatore nel 2002.

Il Pt il partito della partecipazione non aveva ascoltato la sua base. C'è tempo comunque per il Pt di Porto Alegre, e altrove di rifarsi, 15 anni di governo hanno consegnato a Fogaça una città che è una referenza mondiale in termini di democrazia partecipativa, dove i suoi cittadini hanno trovato una nuova dimensione di cittadinanza. Il prossimo mese di settembre incomincia all'interno del Pt il PED, il processo di elezione diretta della dirigenza a livello municipale , statale e federale. Quanti dei nostri partiti politici, tutti 'disposti a dare il giusto spazio alla partecipazione' chiedono direttamente alla base di formarne la classe dirigente?

Novembre 2004

23-11-2004 Mauro Denevi e Beatriz Rodrigues


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